BO C 2018

Attico a Bologna

In un contesto moderno, all’ampio appartamento è stato collegato un terrazzo soprastante, che una volta completato con arredo e l’importante vegetazione, è diventato un vero a proprio giardino.

Ingresso e zona giorno sono aperti, luminosi, arredati con elementi etnici di pregio e arredo molto lineare. 

Colore prevalente il bianco. 

Una vetrata divide lo spazio interno da quello esterno-coperto, e la scala in acciaio lucido e riflettente conduce al giardino. Il decoro alla parete ci suggerisce che stiamo per raggiungere l’esterno.

Arrivati sul terrazzo-giardino troviamo un salotto ombreggiato da un semplice arellato e immerso nei cespugli di ortensie.

Nella parte più ampia dello spazio all’aperto, dove l’ulivo è l’elemento principale, ancora cespugli fioriti, in questo caso rose e profumante piante aromatiche.

I materiali utilizzati sono legno e tufo.

Legno per il pergolato, il pavimento soprelevato e gli arredi; sono di tufo i blocchi che formano muretti a secco per definire le aiuole. 

Tutto il perimetro del terrazzo è diventato un’aiuola con diverse profondità, a seconda delle piante che vi sono state messe a dimora.

Sul muro perimetrale, a sfondo del terrazzo, un decoro trompe-l’oeil prosegue idealmente il giardino.

Il progetto

La grande “sfida” di una piccola riqualificazione architettonica

Nel contesto urbano densamente costruito della primissima periferia bolognese, sviluppatasi nella prima metà del secolo scorso, il recupero di due piccoli volumi all’interno di un cortile per sottrarli al degrado ed alla vetustà, più rivelarsi impresa ardua, dovendo inquadrare l’intervento all’interno dei nuovi strumenti urbanistici e delle regole per consentire l’accesso agli incentivi fiscali.

Si naviga un acque percorse da correnti forti e sempre diverse a causa della evoluzione normativa, cercando di fissare una rotta che permetta di raggiungere l’obiettivo attraverso un percorso irto di ostacoli e a volte anche di “trappole” ben nascoste nelle pieghe di normative troppo spesso ipertrofiche.

Questa è la sfida: recuperare due piccoli volumi nati come deposito – legnaia e lavanderia, realizzati tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ormai non più adatti nemmeno per i loro utilizzi originari ( usi per i quali l’esigenza si è ormai perduta ), uno dei quali ha col tempo assunto le sembianze di una “baracca” temporanea più che di un fabbricato. Di certo entrambi ormai stridono all’interno del contesto (non certo architettonicamente pregiato ma di indubbio valore immobiliare) nel quale sono inseriti.

Il progetto riguarda la riqualificazione edilizia e la realizzazione di una nuova unità ad uso abitativo, monolocale, con trasformazione di superficie accessoria in superficie utile attraverso la ristrutturazione di uno dei due piccoli corpi di fabbrica, la demolizione e ricostruzione di quello più fatiscente ed un piccolo aumento di volume per raggiungere il soddisfacimento dei requisiti igienico-funzionali richiesti per l’uso residenziale; il tutto cercando di mantenere l’intervento all’interno delle possibilità attualmente offerte per l’accesso agli incentivi fiscali per l’edilizia.

2020-2021 | V6264 restyling energetico

bonus facciate con miglioramento della prestazione termica dell’involucro

Manutenzione esterna con applicazione di rivestimento isolante “a cappotto” di un edificio condominiale a Bologna con accesso al “Bonus facciate” (recupero fiscale pari al 90% dell’importo lavori)