La grande “sfida” di una piccola riqualificazione architettonica

Nel contesto urbano densamente costruito della primissima periferia bolognese, sviluppatasi nella prima metà del secolo scorso, il recupero di due piccoli volumi all’interno di un cortile per sottrarli al degrado ed alla vetustà, più rivelarsi impresa ardua, dovendo inquadrare l’intervento all’interno dei nuovi strumenti urbanistici e delle regole per consentire l’accesso agli incentivi fiscali.

Si naviga un acque percorse da correnti forti e sempre diverse a causa della evoluzione normativa, cercando di fissare una rotta che permetta di raggiungere l’obiettivo attraverso un percorso irto di ostacoli e a volte anche di “trappole” ben nascoste nelle pieghe di normative troppo spesso ipertrofiche.

Questa è la sfida: recuperare due piccoli volumi nati come deposito – legnaia e lavanderia, realizzati tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ormai non più adatti nemmeno per i loro utilizzi originari ( usi per i quali l’esigenza si è ormai perduta ), uno dei quali ha col tempo assunto le sembianze di una “baracca” temporanea più che di un fabbricato. Di certo entrambi ormai stridono all’interno del contesto (non certo architettonicamente pregiato ma di indubbio valore immobiliare) nel quale sono inseriti.

Il progetto riguarda la riqualificazione edilizia e la realizzazione di una nuova unità ad uso abitativo, monolocale, con trasformazione di superficie accessoria in superficie utile attraverso la ristrutturazione di uno dei due piccoli corpi di fabbrica, la demolizione e ricostruzione di quello più fatiscente ed un piccolo aumento di volume per raggiungere il soddisfacimento dei requisiti igienico-funzionali richiesti per l’uso residenziale; il tutto cercando di mantenere l’intervento all’interno delle possibilità attualmente offerte per l’accesso agli incentivi fiscali per l’edilizia.

2020-2021 | V6264 restyling energetico

bonus facciate con miglioramento della prestazione termica dell’involucro

Manutenzione esterna con applicazione di rivestimento isolante “a cappotto” di un edificio condominiale a Bologna con accesso al “Bonus facciate” (recupero fiscale pari al 90% dell’importo lavori)

2021 | Progetto per la costruzione di 14 Ville Urbane

23 abitazioni “Near Zero Energy Building”, autonome e a ridotto impatto ambientale. Ciascuna dotata ciascuna dotata di propri spazi ed accessi esclusivi, realizzate all’interno di 14 Ville Urbane mono e bi familiari.

Pensate e progettate per offrire il massimo grado di comfort abitativo con il minor impatto ambientale.

Febbraio 2021 – 1° lotto di lavori: allestimento del cantiere

How to understand an explosion event

House explosion site flyover for debris mapping.

To better understand the origin and cause of an explosive event that completely destroyed an isolated house in the Bolognese Apennines, aerial photography taken with the use of a SAPR to support “debris mapping” for the purpose to calculate, based on the size and weight of the debris and their distance from the epicentre of the event, the magnitude of the event itself.

Images taken with a YUNEEC TYPHOON H with on board gimbal camera GCO3+ by s.c.m.

Flyover 002

Sumbilla di Campeggio, near Monghidoro (BO), Italy

Flyover Sumbilla

Taken with a DJI MAVIC PRO, Image by s:c:m (2017)

Fire oo1

Remains of a fire.
Support flight for a fire investigation

Remains of a fire

Taken with a YUNEEC TYPHOON H with on board gimbal camera GCO3+ by s.c.m.

Tempi Sospesi

Il virus ci costringe nelle nostre case mentre altri soffrono e altri lottano per alleviare le sofferenze e combattere la malattia.

Facciamo la nostra parte, ma non rinunciamo alla creatività come gesto consapevole, in questo momento non possiamo costruire, possiamo però continuare a progettare un mondo e un futuro migliore, sostenibile, condiviso, consapevole da lasciare alle generazioni future.

Architettura nell’anno del (corona)virus

Architettura di emergenza, è un tema ahimè ricorrente, ogni volta che appunto si presenta una emergenza, naturale, sanitaria, sociale o militare l’architettura assieme all’ingegneria sono discipline che possono fare la differenza anche se l’Architettura tende ad essere lasciata i secondo piano, nella errata convinzione che l’essenziale sia risolvere gli aspetti ingegneristici.

Tuttavia scegliere se allestire un ospedale di emergenza in una struttura esistente ma dismessa, piuttosto che allestirlo all’interno di grandi spazi polivalenti (appunto) o realizzarlo ex novo con strutture temporanee delle quali però è necessario definire il grado di “consistenza” è materia non solo ingegneristica ma anche architettonica nel momento in cui si tratta di scelte in grado di influenzare pesantemente l’attività se non la sopravvivenza stessa delle persone che dovranno fruire delle strutture allestite.

Due interessanti esempi:

Shift Architecture Urbanism: Hyperlocal Micromarkets in shutdown realities

CURA Connected units for respiratory ailments: progetto open source per ospedali nell’emergenza

:aa