Chiesa di Santa Maria in Strada nel Comune di Anzola (BO)









Realizzazione di una rampa che permetta il superamento del dislivello di ingresso alla chiesa (circa 40 cm) che attualmente impedisce la autonoma possibilità di accesso a persone disabili o con ridotte capacità motorie e anche semplicemente ai passeggini per bambini.

Il progetto vuole conciliare il valore storico e monumentale dell’edificio nel quale si dovrà integrare, con le necessità di permettere a tutte le persone un agevole accesso all’edificio di culto.

Il corpo architettonico all’esterno del quale si inserisce la nuova rampa di accesso, è quello relativo all’edificio principale di culto facente parte del complesso storico della chiesa di Santa Maria in Strada, nel comune di Anzola dell’Emilia in provincia di Bologna immediatamente a Nord della via Emilia nel tratto che conduce verso il modenese.

L’intero edificio è stato dichiarato di interesse storico artistico ai sensi degli articoli 10 comma 1 e 12 del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n° 42 ed è quindi sottoposto alle tutele in esso contenute.

In particolare il corpo architettonico relativo alla Chiesa come si presenta oggi è prevalentemente risalente alle ristrutturazioni ed ai restauri eseguiti dall’Architetto Bartolomeo Barilli alla fine del XVIII secolo per scongiurarne il collasso.
L’edificio principale di culto ha struttura in muratura di mattoni intonacata con copertura lignea e manto in coppi. L’edificio a croce latina con la navata centrale affiancata da due navate laterali, con transetto ed abside, rispecchia l’articolazione planimetrica anche nelle volumetrie.
Esternamente sono presenti decori architettonici prevalentemente sulla facciata principale, “nobilitata” da una divisione orizzontale con modanature. La parte inferiore si presenta suddivisa, da lesene, in tre parti (coerentemente alla partizione delle navate interne) con al centro il portale dotato di cornice architravata recante la dicitura “IN HONOREM NATIVITATIS B.M.V.” La parte superiore porta al centro una grande finestra ad arco ribassato in asse con l’ingresso ed è sormontata dal timpano incorniciato, raccordato nella parte inferiore da volute recanti all’estremo lo stemma del Collegio Montalto (tre monti in pietra grigia) sormontato dalla stella cistercense (in rame).
Le superfici laterali e posteriori non recano particolari decori se non le leggere marcature delle cornici di gronda e sono scandite dalle finestre ad arco che illuminano l’interno.
Altri elementi architettonici caratteristici sono il campanile ed i volumi posteriori della sagrestia.
Le aree esterne limitrofe al fabbricato sono per lo più in terreno a prato (a nord e ad ovest) o inghiaiate (a sud davanti alla canonica) mentre ad est (davanti all’ingresso principale) la superficie è asfaltata.
Il bordo a terra del fronte principale, dei lati nord e sud (fino alla lesena che segna il passaggio al corpo architettonico della canonica) è pavimentato da superfici raccordate in cemento con cordolo pure in cemento, risalenti probabilmente alle ristrutturazioni del secondo dopoguerra.
L’intervento, volto al superamento delle barriere architettoniche prevede il collocamento nell’angolo sud-orientale dell’edificio principale, (formato dalle pareti esterne della navata laterale meridionale e del transetto est, in corrispondenza dell’ingresso laterale) di una rampa inclinata in muratura con parapetto e corrimano metallico aventi caratteristiche corrispondenti alle norme vigenti in materia.

Attualmente l’ingresso alla chiesa è possibile direttamente dall’esterno attraverso l’ingresso principale dal fronte est o attraverso l’ingresso laterale dal fronte sud (verso la canonica). In entrambi i casi il dislivello da superare è di circa 40cm ed è attualmente coperto, in entrambi i casi, da due alzate di cm 20 ciascuna. L’unica possibilità alternativa per entrare in chiesa è costituita dall’accesso attraverso la sagrestia, entrando dalla canonica ma anche in questo caso è necessario, a causa dei dislivelli esistenti, superare alcuni ripidi gradini che dalla sala al piano terra portano alla sagrestia passando per un angusto locale intermedio. Dalla sagrestia si accede all’aula principale di culto al piano del presbiterio, di qui occorre poi scendere altri due gradini per arrivare al piano delle navate.
Pertanto escludendo interventi all’ingresso principale, resta solamente la possibilità di posizionare la rampa lungo la parete meridionale in modo che porti in quota all’ingresso laterale della chiesa con un piano orizzontale sufficiente per manovrare agevolmente anche una sedia a rotelle o motorizzata.
In questo modo si può raggiungere in modo sufficientemente agevole l’ingresso laterale, operando in un zona priva di elementi architettonici di pregio e senza “disturbare” troppo l’integrità architettonica dell’edificio.




Al fine di rendere l’intervento sostenibile dal punto di vista architettonico, si è prevista la realizzazione di una rampa che, pur nel suo modesto sviluppo, sarà rifinita nel suo fianco da una superficie intonacata e tinteggiata come le parete laterale della chiesa e sormontata da un cordolo para-piede in mattoni a mano montati a vista, terminato agli estremi da mattoni sagomati. Tale cordolo permetterà di “contenere” nel suo spessore le due alzate che consentono di accedere alla piattaforma di accesso dal lato opposto verso la canonica evitando di realizzare uno scomodo “cul-de- sac” subito fuori dall’accesso laterale.
La superficie calpestabile della rampa sarà realizzata in conglomerato cementizio grossolano anti-scivolo e pigmentato in colore rosso tipo “coccio pesto”.
Saranno poi realizzati i raccordi con il marciapiede esistente non soggetto a questo intervento.

Infine il corrimano, necessario per rendere funzionalmente accessibile la rampa, sarà realizzato con elementi in tubolare metallico, con finitura ossidata tipo “corten” che conferirà all’acciaio una coloritura brunita e “rugginosa” tale da permetterne una migliore “mimetizzazione” con l’edificio storico, evitando l’eccessivo risalto che deriverebbe da un aspetto troppo “nuovo e lucido”.
Inoltre per evitare l’effetto “cortina” e sempre al fine di apportare il minor disturbo possibile alla percezione del corpo architettonico monumentale, il corrimano sarà costituito unicamente da due tubolari orizzontali a diverse altezze per permetterne una migliore presa in diverse condizioni di mobilità e di età e dai montanti verticali necessari al sicuro e rigido fissaggio al cordolo di bordo.
Infine come accennato, la funzione di ferma-piede sarà assolta da un elemento in muratura di mattoni a mano montati a vista affiancati terminato agli estremi da elementi sagomati.
Durante la fase di rilievo sono state fatte alcune riprese aeree dell’edificio con l’impiego di un drone.


